La lavorazione delle olive è un’arte antichissima, le cui origini risalgono a migliaia di anni fa. La tradizione contadina toscana ne ha custodito e tramandato nel tempo i segreti di raccolta, pulitura e molinatura, attività che hanno rappresentato per secoli un vero e proprio rito da ripetersi ogni anno durante la stagione autunnale. Un appuntamento che consentiva alle famiglie di seguire l’intero processo produttivo dell’olio di oliva e di soddisfare il proprio fabbisogno annuale.

 

La sansa di olive, il nocciolino di sansa (vergine o esausta) e le acque di vegetazione sono tre sottoprodotti derivanti dalle attività nei frantoi oleari che, se correttamente trattati, possono diventare risorse energetiche o ambientali utili allo sviluppo del concetto di economia circolare.

Oggi l’evoluzione tecnica e tecnologica di strumenti e macchinari ha generato nuove esigenze per i produttori e i consumatori, con una rinnovata attenzione ai sottoprodotti provenienti dalla lavorazione delle olive: sansa di olive, nocciolino di sansa (vergine o esausta) e acque di vegetazione.

Dopo aver estratto l’olio extravergine di oliva e l’olio di oliva, si pone quindi ogni anno il problema di cosa fare della sansa umida, cioè dei residui della spremitura. Quello che si potrebbe considerare uno scarto, al contrario, nell’ottica dell’economia circolare, è valorizzato dal lavoro delle aziende che trasformano la sansa e ne estraggono un olio alimentare e, in aggiunta, una biomassa di origine vegetale.

Amici Danilo possiede tutte le autorizzazioni e le attrezzature per il trasporto di questo tipo di prodotti alimentari, contribuendo in maniera professionale a definire un sistema virtuoso di economia circolare in grado di recuperare energeticamente gli scarti di lavorazione dell’olio di oliva, evitando peraltro che questi finiscano in discarica.