Riciclare i metalli è molto importante per la salvaguardia del nostro ecosistema e per sfruttare sempre meno le materie prime primarie, cioè quelle che derivano dall’estrazione. Un corretto recupero dei rottami metallici favorisce il riciclo degli stessi; in questo modo, un prodotto di scarto può trasformarsi in una materia prima utile per successivi utilizzi futuri, da immettere di nuovo nel sistema produttivo. È evidente che questo tipo di pratica permette un buon risparmio energetico ed elimina le problematiche legate alla deturpazione ambientale: la deforestazione e l’utilizzo di combustibili fossili, sappiamo infatti essere, tra le cause principali dell’eccesso di carbonio nell’atmosfera, così come gli alti livelli di biossido di carbonio costituiscono a loro volta una delle ragioni principali del riscaldamento globale. È in fase di sperimentazione una nuova tecnologia sviluppata da un gruppo di scienziati inglesi che potrebbe catturare oltre 850 milioni di tonnellate di anidride carbonica, utilizzando acqua di mare, rottami di metallo ed energia solare.

L’obiettivo è quello di intrappolare il gas utilizzando processi a bassa energia. Ecco perché sono stati presi in considerazione materiali di scarto, come i metalli riciclati da involucri alimentari. Dopo aver riempito un reattore di alluminio con acqua di mare  e alluminio di scarto come per esempio la carta stagnola, i ricercatori hanno immesso il gas nell’acqua marina dentro il reattore. L’alluminio riciclato può essere sostituito anche dal ferro, un altro prodotto che si spreca in milioni di tonnellate, rendendo così questo processo altamente sostenibile. Questa tecnologia produce idrogeno, un gas non inquinante prezioso nel futuro della produzione di carburanti a basso costo e a zero emissioni.